ARTI MARZIALI

Karate (空手?) è un’arte marziale nata nelle isole Ryukyu, (la cui più grande è l’isola di Okinawa), in Giappone. Fu sviluppato dai metodi di combattimento indigeni chiamati: te (? lett. “mano”) e dal kenpōcinese.[1][2][3] Prevede la difesa a mani nude, senza l’ausilio di armi, anche se la pratica del Kobudo di Okinawa, che prevede l’ausilio delle armi tradizionali (Bo, Tonfa, Sai, Nunchaku, Kama), è strettamente collegata alla pratica del karate. Attualmente viene praticato in versione sportiva (privato della sua componente marziale e finalizzato ai risultati competitivi tipici dell’agonismo occidentale) e in versione arte marziale tradizionale per difesa personale. Nel passato era studiato e praticato solo da uomini, ma col passare dei secoli anche le donne si sono avvicinate a questa disciplina.

Aikido
Disciplina giapponese discendente diretta delle arti marziali medievali del corpo a corpo, spada e lancia fondata dal Maestro Morihei Ueshiba poco prima della metà del secolo scorso. La disciplina è praticata con il metodo del kata a coppie, forme di tecniche in cui i praticanti si alternano nel ruolo di attaccante e difensore con movimenti codificati finalizzati al raggiungimento di una sempre maggiore armonia col proprio corpo, con l’energia dell’altro  praticante e col ritmo universale.

Tecnicamente l’aikido è fatto di leve, proiezioni e controlli a terra, si pratica su un tatami  e i praticanti sono vestiti con un keikogi (uniforme bianca di cotone) e hakama (pantalone formale tradizionale giapponese). Esistono diversi livelli evoluzione di pratica che sono codificati nei gradi kyu per i mudansha (cinture bianche) e gradi dan per gli yudansha (cinture nere). Solitamente gli insegnanti hanno raggiunto un livello conoscitivo e tecnico ratificato col grado di secondo dan in poi, anche se questi parametri sono solo indicativi e dipendono, nei requisiti e tempistiche , dlle singole scuole e tradizioni fondate dai tanti e diversi allievi del fondatore.